Curare l’arte, narrare la realtà.
Un luogo dove creatività e ricerca si incontrano.
Qui i nostri progetti:
In occasione di Smart Life Festival – nei giorni 16, 17, 18 ottobre – Digital Video Wall presenta il ciclo completo di Theory&Practice: The Italian New Wave, settima edizione a cura di Emanuele Amighetti.
Theory&Practice: The Italian New Wave si presenta come un progetto collaborativo e una dichiarazione di intenti, che mette in dialogo i lavori di Vittorio Maria Dal Maso (1995, Vicenza), LOREM, Giacomo Mercuriali (1990, Cesena), Federica Sasso (1992, Vicenza) & Luca Pagan (1993, Venezia) e Alba Zari (1987, Bangkok).
Lo stesso titolo indica una presa di posizione metodologica che individua un filo conduttore tra i diversi lavori: la pratica degli artisti esposti è una forma di ricerca teorica, in cui le opere diventano dispositivo di indagine e di costruzione di conoscenza.
In questo progetto la modalità di lavoro è ibrida, non ci sono dunque relazioni gerarchiche tra teoria e pratica, ma, al contrario, vige una coesistenza che le inserisce in un processo circolare.
Le pratiche degli artisti integrano media e strumenti diversi — dall’intelligenza artificiale e il machine learning alla realtà virtuale, ai biosensori, ai meme e alla CGI — confrontandosi al contempo con la ricerca e le istituzioni accademiche. Nel loro lavoro, Teoria e Pratica coesistono.
We Have the Same Eyes (2024) di Alba Zari nasce da una ricerca sull’identità del padre biologico dell’artista e, di conseguenza, sulla propria.
Attraverso le tecnologie digitali, Zari esplora il volto e le sue espressioni, superando la semplice rappresentazione per ricercare una presenza emotiva. Il video rende così possibile un incontro, seppur virtuale, mettendo in discussione il confine tra realtà e simulazione.
Divergences (2023) di Federica Sasso & Luca Pagan (4E) è un’opera video e installazione audiovisiva in scala 1:1 che, riprendendo la tradizione fotografica dello studio del movimento umano e l’eredità di Muybridge, dà vita a una sorta di statua in movimento proiettata verso l’iper-contemporaneità. Il lavoro esplora fenomeni come l’embodiment, conducendo lo spettatore in un universo sospeso tra dimensione digitale e fisica e stimolando reazioni inconsce e cerebrali, fino a interrogarsi: “reagirei allo stesso modo?”.
Mnemosyne and my Advance (2026) di Vittorio Maria Dal Maso è un video di immagini “aumentate” in cui staticità e movimento si alternano, costruendo un percorso visivo tra idoli e icone provenienti da repertori antichi, storici e contemporanei, riuniti in un unico archivio figurativo. Attraverso l’effetto Droste, Dal Maso crea un caleidoscopio concettuale che riflette sui luoghi e sulle modalità di produzione e fruizione delle immagini contemporanee, in una ripetizione tautologica di un atto visivo che osserva e interpreta un altro atto visivo.
Life is Easy (2026) di Giacomo Mercuriali è un film che riflette sulla vita contemporanea attraverso un approccio pragmatico e i linguaggi visivi di meme, reel e pubblicità. Nella video-scultura generata dall’AI, l’artista si riprende nelle attività quotidiane come se stesse creando contenuti per i social media, trasformando il flusso della propria giornata in un video-documentario che indaga i meccanismi di condivisione dell’esperienza personale nell’era digitale.
Angle#07 (2026) di Lorem è un’installazione multicanale che prosegue la ricerca dell’artista sugli stati di coscienza e sulle macchine mitologiche, dispositivi narrativi basati su grandi archivi testuali curati e rielaborati attraverso strumenti statistici e processi combinatori. In Angle#07, il linguaggio prende coscienza di sé dando vita a un incontro epifanico, in cui si manifesta una presenza angelica.
Con DVW, Metronom offre uno spazio dedicato all’esposizione e alla presentazione dei linguaggi dell’arte digitale, con l’obiettivo di esplorarne le possibilità espressive e confrontarsi con la complessità del contesto delle nuove tecnologie.
La peculiare posizione del DVW, che consente la fruizione h24 da fronte strada, lo trasforma in un luogo espositivo privilegiato. La proiezione rivolta all’esterno dei locali costituisce un intervento urbano, una vetrina che diventa anche un modo per ridisegnare e cambiare l’immagine della strada, attraverso i contenuti proposti.
Emanuele Amighetti è un art director e ricercatore con sede tra Milano, Como e la Svizzera. Il suo lavoro è definito da un approccio interdisciplinare e interculturale che fonde la cultura visiva contemporanea con le nuove tecnologie e i nuovi media. Concettualizza, commissiona e dirige un’ampia gamma di progetti, dal branding all’editoria, in collaborazione con fotografi, registi e stilisti sia emergenti che affermati a livello internazionale. Dal 2021 al 2023 è stato direttore creativo di Esquire Italia. Dal 2025 ricopre il ruolo di Executive Image Director di Harper’s Bazaar Italia.
Theory&Practice: The Italian New Wave
METRONOM | Via Carteria 10 | 41121 Modena
Dal 16 al 18 ottobre 2026 | 24h
Per Theory&Practice, Lorem presenta Angle#07, nuovo capitolo dell’universo narrativo DRA+, che prosegue la ricerca avviata nelle opere precedenti. Il video focalizza l’indagine dell’artista sugli stati di coscienza e sulle cosiddette “macchine mitologiche”: sistemi narrativi costruiti su archivi testuali, selezionati e organizzati dall’artista, quindi trasformati attraverso processi combinatori e modelli statistici. In Angle#07, questa indagine assume la forma di un’apparizione: un angelo che dà corpo alla coscienza e alla consapevolezza di sé, attraverso un evanescente e raffinato linguaggio visivo.
La pratica di Lorem esplora stati di coscienza e paesaggi emotivi attraverso narrazioni audiovisive intense e immersive. Tra i primi artisti a sperimentare il machine learning nel campo audiovisivo, Lorem ha costruito nel tempo un linguaggio estetico autonomo, capace di intrecciare suono, immagine e intelligenza artificiale in performance AV, installazioni, film sperimentali e produzioni musicali. Il progetto è diretto da Francesco D’Abbraccio.
Angle#07 | Lorem
METRONOM | Via Carteria 10 | 41121 Modena
Dal 3 giugno al 30 giugno 2026 | 24h
Per Theory&Practice Giacomo Mercuriali ha creato Life is Easy, un film che riflette le logiche dell’esistenza contemporanea. Mescolando estetiche tipiche dei contenuti online — come meme, reel e spot pubblicitari — questa opera video realizzata con l’intelligenza artificiale trasforma momenti ordinari in brevi frammenti di sapere condiviso. Il montaggio veloce richiama la fruizione continua dei social, mentre il protagonista, l’artista stesso, mette in scena e registra le proprie azioni quotidiane come fossero contenuti destinati alla diffusione online. Il risultato è una sorta di diario visivo che analizza il modo in cui oggi raccontiamo e rendiamo pubblica la nostra esperienza personale.
Giacomo Mercuriali è un artista e docente di Antropologia culturale e Fenomenologia dell’arte contemporanea presso le Accademie di Belle Arti di Bergamo e Como.
Life is Easy | Giacomo Mercuriali
METRONOM | Via Carteria 10 | 41121 Modena
Dal 29 aprile al 26 maggio 2026 | 24h
Per Theory & Practice Vittorio Maria Dal Maso ha realizzato Mnemosyne and my Advance, un’opera video concepita indagando il confine percettivo tra realtà e finzione. Su un monitor scorrono immagini aumentate, nate dalla sinergia tra elementi dell’ambiente reale e componenti virtuali. Questa interazione genera movimento e amplifica l’esperienza sensoriale dello spettatore. Le immagini selezionate provengono sia da repertori storici sia dalla tradizione contemporanea, assumendo il valore di icone concettuali. L’artista ricorre all’espediente del “doppio” monitor: quello virtuale rappresentato, talvolta persino frammentato o rotto, e quello fisico del Digital Video Wall su cui l’opera viene proiettata. Questo dispositivo crea un binomio visivo che rafforza il dialogo tra dimensione reale e rappresentata.
Vittorio Maria Dal Maso è un artista impegnato nella sperimentazione delle modalità di costruzione dell’immagine attraverso l’intelligenza artificiale. È inoltre fondatore di 700×100®, una bottega creativa dedicata alla ricerca e alla produzione artistica potenziata dall’AI.
MNEMOSYNE AND MY ADVANCE | Vittorio Maria Dal Maso
METRONOM | Via Carteria 10 | 41121 Modena
Dal 18 marzo al 14 aprile 2026 | 24h
DIVERGENCES è un’opera video ideata dall’artista mixed-media Federica Sasso e dal sound artist Luca Pagan, che collaborano insieme sotto il nome di 4E. Durante una performance dal vivo, un uomo, che ha perso la gamba sinistra in un incidente, cammina senza sosta su un tapis roulant, inserito in uno spazio asettico e totalmente immerso in una simulazione di realtà virtuale.
L’opera riflette sulle modalità con cui un oggetto esterno viene percepito sia attraverso i sistemi digitali sia attraverso l’esperienza corporea, mettendo in relazione queste dimensioni con la percezione umana dello spazio e degli stimoli che lo attraversano. Gli artisti spingono al limite il rapporto tra essere umano e tecnologia, invitando lo spettatore a interrogarsi sulle trasformazioni future delle interazioni tra fisico e virtuale, sul ruolo delle soluzioni ergonomiche e sulle implicazioni che queste possono avere nel contesto della società contemporanea.
Federica Sasso è un’artista visiva e ricercatrice che utilizza fotografia, video e intelligenza artificiale per esplorare il legame tra corpo umano e tecnologia, così come il confine tra reale e virtuale. Luca Pagan, artista sonoro e performer, concentra invece la propria ricerca sull’interazione tra suono, corpo e spazio, con un’attenzione particolare al biofeedback sonoro e ai dispositivi che combinano sensori di movimento, AI e audio. Dalla loro collaborazione è nato lo studio 4E, un laboratorio intermediale il cui nome richiama le quattro dimensioni della cognizione: embodied, embedded, enacted ed extended.
DIVERGENCES | Federica Sasso & Luca Pagan
METRONOM | Via Carteria 10 | 41121 Modena
Dal 18 febbraio al 10 marzo 2026 | h24
L’opera affonda le proprie radici nel progetto di ricerca The Y, avviato nel 2016, in cui l’artista ricostruisce, attraverso tecnologie digitali, l’identità del padre biologico mai conosciuto. Mediante software di gaming e scultura 3D, Zari modella il volto e le espressioni, dando forma a una presenza artificiale e intima.
Con il progetto We Have the Same Eyes, l’artista instaura una relazione con il padre in forma virtuale, sviluppando una connessione emotiva che attraversa i confini tra realtà e simulazione.
Il lavoro prende avvio da una parola “Daddy”, appresa dalla madre e visibile in una fotografia d’archivio familiare. Da questo frammento originario, il progetto evolve nella scultura fisica 3D del volto paterno, per poi concentrarsi, attraverso il video, sulla complessità e la variabilità delle sue espressioni.
La pratica di Alba Zari (Bangkok, 1987) integra fotografia e strumenti virtuali attraverso un approccio documentaristico, per indagare dinamiche sociali, culturali e identitarie, con particolare attenzione ai temi della memoria e della salute mentale. Il suo lavoro interroga la fotografia come traccia e costruzione dello sguardo, tra rigore analitico e sensibilità poetica. Il dato biografico è alla base del lavoro dell’artista. I continui spostamenti, fin dall’infanzia, hanno contribuito a sviluppare uno prospettiva attento alle dimensioni circostanti dei luoghi e alle condizioni di fragilità e marginalità.
We Have the Same Eyes | Alba Zari
METRONOM | Via Carteria 10 | 41121 Modena
Dal 28 gennaio al 17 febbraio 2026 | h24