Curare l’arte, narrare la realtà.
Un luogo dove creatività e ricerca si incontrano.

Qui i nostri progetti:

© Nanni Balestrini, In aereo, 1963, Courtesy Galleria Frittelli Arte Contemporanea
© Mark Dorf, Emergent 19, 2014
© Taisuke Koyama, Untitled (SANDWICH Textures 01), 2010, Courtesy of the artist
© Daniele Marzorati, bas relief at aVDNKh Museum and playground in between some public housing in Moscow, 2022, Courtesy the artist and Metronom
© Marìa Magdalena Campos-Pons, In the Beginning, The creation of the stars, 2024, Courtesy Galleria Giampaolo Abbondio

THEORY & PRACTICE: THE ITALIAN NEW WAVE

In occasione di Smart Life Festival – nei giorni 16, 17, 18 ottobre – Digital Video Wall presenta il ciclo completo di Theory&Practice: The Italian New Wave, settima edizione a cura di Emanuele Amighetti.

Theory&Practice: The Italian New Wave si presenta come un progetto collaborativo e una dichiarazione di intenti, che mette in dialogo i lavori di Vittorio Maria Dal Maso (1995, Vicenza), LOREM, Giacomo Mercuriali (1990, Cesena), Federica Sasso (1992, Vicenza) & Luca Pagan (1993, Venezia) e Alba Zari (1987, Bangkok).
Lo stesso titolo indica una presa di posizione metodologica che individua un filo conduttore tra i diversi lavori: la pratica degli artisti esposti è una forma di ricerca teorica, in cui le opere diventano dispositivo di indagine e di costruzione di conoscenza.

In questo progetto la modalità di lavoro è ibrida, non ci sono dunque relazioni gerarchiche tra teoria e pratica, ma, al contrario, vige una coesistenza che le inserisce in un processo circolare.
Le pratiche degli artisti integrano media e strumenti diversi — dall’intelligenza artificiale e il machine learning alla realtà virtuale, ai biosensori, ai meme e alla CGI — confrontandosi al contempo con la ricerca e le istituzioni accademiche. Nel loro lavoro, Teoria e Pratica coesistono.

We Have the Same Eyes (2024) di Alba Zari nasce da una ricerca sull’identità del padre biologico dell’artista e, di conseguenza, sulla propria.
Attraverso le tecnologie digitali, Zari esplora il volto e le sue espressioni, superando la semplice rappresentazione per ricercare una presenza emotiva. Il video rende così possibile un incontro, seppur virtuale, mettendo in discussione il confine tra realtà e simulazione.

Divergences (2023) di Federica Sasso & Luca Pagan (4E) è un’opera video e installazione audiovisiva in scala 1:1 che, riprendendo la tradizione fotografica dello studio del movimento umano e l’eredità di Muybridge, dà vita a una sorta di statua in movimento proiettata verso l’iper-contemporaneità. Il lavoro esplora fenomeni come l’embodiment, conducendo lo spettatore in un universo sospeso tra dimensione digitale e fisica e stimolando reazioni inconsce e cerebrali, fino a interrogarsi: “reagirei allo stesso modo?”.

Mnemosyne and my Advance (2026) di Vittorio Maria Dal Maso è un video di immagini “aumentate” in cui staticità e movimento si alternano, costruendo un percorso visivo tra idoli e icone provenienti da repertori antichi, storici e contemporanei, riuniti in un unico archivio figurativo. Attraverso l’effetto Droste, Dal Maso crea un caleidoscopio concettuale che riflette sui luoghi e sulle modalità di produzione e fruizione delle immagini contemporanee, in una ripetizione tautologica di un atto visivo che osserva e interpreta un altro atto visivo.

Life is Easy (2026) di Giacomo Mercuriali è un film che riflette sulla vita contemporanea attraverso un approccio pragmatico e i linguaggi visivi di meme, reel e pubblicità. Nella video-scultura generata dall’AI, l’artista si riprende nelle attività quotidiane come se stesse creando contenuti per i social media, trasformando il flusso della propria giornata in un video-documentario che indaga i meccanismi di condivisione dell’esperienza personale nell’era digitale.

Angle#07 (2026) di Lorem è un’installazione multicanale che prosegue la ricerca dell’artista sugli stati di coscienza e sulle macchine mitologiche, dispositivi narrativi basati su grandi archivi testuali curati e rielaborati attraverso strumenti statistici e processi combinatori. In Angle#07, il linguaggio prende coscienza di sé dando vita a un incontro epifanico, in cui si manifesta una presenza angelica.

Con DVW, Metronom offre uno spazio dedicato all’esposizione e alla presentazione dei linguaggi dell’arte digitale, con l’obiettivo di esplorarne le possibilità espressive e confrontarsi con la complessità del contesto delle nuove tecnologie.
La peculiare posizione del DVW, che consente la fruizione h24 da fronte strada, lo trasforma in un luogo espositivo privilegiato. La proiezione rivolta all’esterno dei locali costituisce un intervento urbano, una vetrina che diventa anche un modo per ridisegnare e cambiare l’immagine della strada, attraverso i contenuti proposti.

Emanuele Amighetti è un art director e ricercatore con sede tra Milano, Como e la Svizzera. Il suo lavoro è definito da un approccio interdisciplinare e interculturale che fonde la cultura visiva contemporanea con le nuove tecnologie e i nuovi media. Concettualizza, commissiona e dirige un’ampia gamma di progetti, dal branding all’editoria, in collaborazione con fotografi, registi e stilisti sia emergenti che affermati a livello internazionale. Dal 2021 al 2023 è stato direttore creativo di Esquire Italia. Dal 2025 ricopre il ruolo di Executive Image Director di Harper’s Bazaar Italia.

Theory&Practice: The Italian New Wave
METRONOM | Via Carteria 10 | 41121 Modena
Dal 16 al 18 ottobre 2026 | 24h

THEORY&PRACTICE: THE ITALIAN NEW WAVE

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